Il Metodo Psicoanalitico

Alcune delle domande più frequenti che riguardano il metodo psicoanalitico.

Il Metodo Psicoanalitico

Cos’è la psicoanalisi?

La psicologia psicoanalitica è lo studio del funzionamento dell’apparato psichico, così come la fisiologia o la biochimica studiano gli apparati fisici e le loro funzioni. Tale concetto implica l’esistenza di processi che coinvolgono le strutture psicologiche, vale a dire organizzazioni relativamente stabili che influenzano il comportamento non solo in termini di funzioni psicologiche, ma anche di esperienza soggettiva.

Dalla pratica clinica e dall’esperienza psicoanalitica discende l’idea che la maggior parte dell’apparato psichico funziona al di fuori dell’esperienza conscia. Non solo le forze, i processi e i sistemi psicologici esistono al di fuori della consapevolezza conscia, ma lo sono anche le idee e le altre esperienze soggettive (come i sentimenti), i quali possono esprimersi al di sotto della soglia della coscienza.

Quando è necessario iniziare un percorso psicoanalitico?

Il disagio psicologico rappresenta la situazione che si verifica quando la persona si trova ad avere esaurito le proprie capacità di soluzione nel far fronte agli inevitabili adattamenti che la vita continuamente gli richiede. Il malessere indica la spia di qualcosa che non funziona più in maniera adattativa e rappresenta la via per capirne il significato.

Qual’è l’obiettivo del percorso psicoanalitico?

Nella formulazione di J. e A.M. Sandler (1983), che maggiormente condivido:

“Scopo dell’analista è che il paziente arrivi ad accettare gli aspetti di sé legati a desideri infantili che hanno causato un conflitto doloroso e che sono diventati minacciosi nel corso dello sviluppo. Di conseguenza egli cerca di portare il paziente a tollerare i […] derivati di queste parti di sé nei suoi pensieri e nelle sue fantasie consce. In altre parole, uno scopo analitico fondamentale è quello di portare il paziente a fare amicizia con le parti di sé che prima erano inaccettabili, e ad andare d’accordo con i desideri e le fantasie che prima era-no minacciosi. Per fare questo l’analista deve fornire, tramite le sue interpretazioni e la sua maniera di esprimerle, un’atmosfera di tolleranza di tutto ciò che è infantile, perverso e ridi-colo, un’atmosfera che il paziente possa fare propria nel suo atteggiamento verso sé stesso, che possa interiorizzare insieme alla comprensione che raggiunge nel suo lavoro congiunto con l’analista.”

 

Attraverso il lavoro interpretativo lo scopo dello psicoanalisi è quello di rendere più comprensibile al paziente ciò che è diventato attraverso le sue stesse vicende, anche quelle dolorose, che rimangono intatte come parte ineliminabile della sua stessa storia e che ora può guardare con più indulgenza e senza l’uso massiccio delle precedenti difese.

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