Disturbi psicosomatici

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Una tendenza fondamentale dello sviluppo è rappresentata dal bisogno di mantenere e di ristabilire una condizione associata ad un funzionamento armonico e ben integrato di tutti gli apparati e le funzioni dell’individuo, da cui deriva l’acquisizione di un sentimento di base di benessere e di sicurezza.

Quando i processi psichici e biologici si svolgono in maniera integrata generano un sentimento, un tono psichico di benessere; se per qualche ragione avviene un’alterazione di questo stato psico-fisico, come una malattia o un conflitto psicologico, la persona si trova a dover affrontare una situazione di tensione che modifica il suo stato di base e genera una discrepanza psichica.

 

Un modo per ridurre la tensione di origine psicologica corrisponde allo sviluppo del dolore fisico di origine psicogena, che costituisce un mezzo per spostare la dolorosa discrepanza psicologica verso l’idea di un danno a carico del corpo o dei tessuti.

 

Le malattie psicosomatiche si suddividono in due gruppi: il disturbi psicosomatici primari e secondari. I primi partono da una disfunzione biologica, come può essere il caso del diabete, oppure dell’asma.

Nelle malattie psicosomatiche secondarie non si riconosce nessun tipo di malattia organica all’origine dei sintomi. Si presentano quando la persona vive dei conflitti emotivi che vengono convertiti  in sintomi fisici.

 

Alcune delle manifestazioni dei disturbi psicosomatici si presentano  a livello dell’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), alimentare, dell’apparato cardiocircolatorio (aritmia, ipertensione), dell’apparato urogenitale (irregolarità mestruali, problemi di erezione), disturbo di conversione (deficit delle funzioni motorie), problemi muscolari e della pelle.

Si tratta di quelle malattie che vanno dai più importanti disordini della personalità ai più lievi disturbi emotivi che vengono chiamate funzionali in quanto non hanno una eziologia definibile, trattandosi di un momento patogeno estraneo all’individuo stesso nei suoi spontanei adattamenti e riflettono una disregolazione dovuta a fattori di stress che trovano nella malattia dell’organo la loro espressione funzionale, in quanto è preclusa alla persona la comprensione affettiva e cognitiva della situazione stressogena.

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