Disturbi Fobici

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Tra i disturbi d’ansia, le fobie sono le più comuni e vengono suddivise in tre categorie, l’Agorafobia, Fobia specifica e la Fobia sociale.

Da un punto di vista psicodinamico quando dei pensieri proibiti sessuali o aggressivi minacciano di emergere dall’inconscio, viene attivato un segnale d’ansia che porta al dispiegamento di tre meccanismi di difesa, lo spostamento, la proiezione e l’evitamento. Queste difese eliminano l’ansia rimuovendo il desiderio proibito, ma il prezzo del controllo dell’ansia è la creazione di una nevrosi fobica.

Nella categoria dei disturbi fobici si collocano gli attacchi di panico in quanto manifestazioni che hanno una relazione con un oggetto o una situazione fobica. Sono da tenere distinte le fobie estrusive (la paura di un particolare oggetto) dalle fobie intrusive che sono più situazionali e che non definiscono ciò di cui l’individuo ha paura.

 

Se nelle prime viene mantenuto il rapporto con ciò che determina la fobia, nelle seconde l’aspetto più importante è rappresentato dal bisogno della persona di non entrare in contatto con la situazione che determina lo stato ansioso.

La fobia sociale si esprime come paura intensa e pervasiva di trovarsi in particolari contesti sociali in cui la persona prova forte imbarazzo e il timore di venire malgiudicata o umiliata.

 

Anche il disturbo da stress acuto viene incluso tra i disturbi d’ansia specie se si manifesta con sintomi dissociativi come l’amnesia per fatti o episodi significativi, una sensazione soggettiva di distacco e intontimento e la perdita di sensibilità emozionale.

 

La dissociazione viene considerata come il meccanismo primario che certe persone utilizzano per far fronte ad un disagio; La funzione primaria della dissociazione è quella di funzionare come risposta protettiva rispetto a un trauma paralizzante, specie nei disturbi post-traumatici da stress.

Non necessariamente un trauma ha un effetto patogeno. Il fattore decisivo nel determinare lo sviluppo o meno di una patologia è rappresentato dallo stato di tensione che consegue all’esperienza traumatica, e che riconosce importanza al modo in cui viene soggettivamente elaborata la tensione provocata dalla situazione traumatica.

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